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Lombalgia o lombosciatalgia? Come distinguere il mal di schiena cronico dall’ernia del disco (e a chi rivolgersi)

da | Nov 12, 2021 | News | 0 commenti

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Un forte dolore alla schiena che interessa la parte bassa della colonna e che, a seconda dei casi, può irradiarsi verso la zona sacrale o le gambe: lombalgia o lombosciatalgia? Come distinguere tra mal di schiena cronico e ernia del disco (o altre patologie degenerative spinali) e a chi rivolgersi?

E’ accaduto a tutti almeno una volta nella vita di pronunciare quella famosa frase, “ho mal di schiena”, e di attendere poi con pazienza la fine del dolore e, con esso, la ripresa delle proprie attività quotidiane. Perché il comune mal di schiena colpisce moltissime persone, a volte in modo solo occasionale, altre cronicizzandosi, diventando quindi invalidante per chi ne soffre. E’ bene sapere che il mal di schiena non è, di per se stesso, una patologia quanto piuttosto un sintomo, con cause davvero variegate, spesso difficili da individuare. Evitare il fai da te e rivolgersi ad uno specialista della colonna vertebrale sono le prime regole da seguire.

Lombalgia cronica e lombosciatalgia cronica: cosa sono e come si differenziano

La lombalgia è un disturbo che coinvolge, appunto, la zona lombare, le cui cause possono essere rintracciate, ad esempio, in un’alterazione delle faccette vertebrali (cosiddetta lombalgia da sindrome delle facce articolari) o in un’instabilità vertebrale. Perché il mal di schiena possa essere definito cronico, i sintomi devono essere chiaramente riconoscibili e persistenti nel tempo (almeno 3/6 mesi).

La lombosciatalgia, o semplicemente sciatalgia, si manifesta invece con quel tipico dolore che dalla zona lombare si irradia lungo la gamba o entrambe le gambe. In questo caso, a determinare la sintomatologia dolore è la compressione di una o più radici spinali (ad esempio, del nervo sciatico). La causa più frequente di lombosciatalgia è l’ernia del disco: in questi casi il disco vertebrale, uscendo dalla sua sede, va a comprimere la radice nervosa corrispondente a quello specifico territorio di distribuzione, generando dolore. Perché la lombosciatalgia possa essere definita cronica, il dolore deve essere intenso e persistere per oltre 12 settimane.

Lombalgia o lombosciatalgia

Lombalgia cronica: quando è necessario l’intervento chirurgico?

Dolore forte e persistente nella zona lombo-sacrale (che può diffondersi anche ai fianchi, ai glutei, alle gambe) e difficoltà/impossibilità nel compiere specifici movimenti: i sintomi della lombalgia cronica sono evidenti a chi ne soffre. Per individuarne la causa, e quindi la corretta terapia, è necessario che la diagnosi sia accurata. Lo specialista richiede in genere delle proiezioni radiografiche in flesso-estensione, vale a dire radiografie della colonna sia in posizione eretta che piegati in avanti: in questo modo può verificare la posizione delle vertebre e valutare se sono solidali, cioè si muovono correttamente, o scivolate.

L’intervento chirurgico per il mal di schiena cronico diventa necessario nel caso in cui il neurochirurgo accerti un’instabilità vertebrale: in questo caso l’indicazione sarà quello di un intervento di stabilizzazione delle vertebre coinvolte. In tutti gli altri casi è possibile trattare la lombalgia cronica con terapie del dolore appropriate o specifici trattamenti mini invasivi.

Obiettivo dell’équipe di Neurochirurgia 24neurochirurghi d’eccellenza a Roma per la neurochirurgia spinale, che visitano e operano presso la Clinica Villa Margherita a Roma – è quello di contenererisolvere il dolore alla schiena in tutte le sue manifestazioni. Ai nostri pazienti proponiamo un percorso terapeutico multidisciplinare, messo a punto da un’équipe formata da neurochirurghi vertebrali e anestesisti. Valutiamo, in prima battuta, le componenti muscolo-scheletriche e propriocettivo-funzionali del mal di schiena cronico, indagandone ne cause. Alla luce del quadro clinico, proponiamo il o i trattamenti migliori, associandoli a programmi riabilitativi personalizzati. Tra questi:

  • radiofrequenza pulsata o continua sulle faccette articolari e intradiscale;
  • radiofrequenza pulsata o continua sulla giunzione sacro-iliaca
  • pompe a infusione;
  • crioterapia faccette;
  • neurostimolazione midollare;
  • discecomia percutanea laser;
  • blocchi anestetici ecoguidati.

<<Leggi il nostro approfondimento sul mal di schiena cronico e Terapia del dolore>>

Lombosciatalgia cronica: quando è necessario l’intervento chirurgico?

L’ernia del disco è una delle possibili manifestazioni della cosiddetta patologia degenerativa discale. La sintomatologia di esordio più frequente dell’ernia del disco è proprio la sciatalgia, benché la lombalgia spesso vi si abbini, seppur di minore intensità. La diagnosi viene effettuata attraverso la risonanza magnetica, necessaria a individuare la zona della compressione nervosa.

L’intervento chirurgico è indicato nel caso in cui:

  • il paziente sia già stato trattato con riposo e antinfiammatori, senza o con scarsi risultati;
  • il dolore persista e sia invalidante.

L’équipe di Neurochirurgia 24 valuta, a seconda dei casi, l’utilizzo di trattamenti medici personalizzati e multidisciplinari (tra cui terapia infiltrativa e fisioterapia) che chirurgici, utilizzando tecniche e tecnologie di ultima generazione (tra cui, micro-discectomia e discectomia endoscopica).

<<Leggi i nostri approfondimenti:

Mal di schiena cronico e ernia del disco: a chi rivolgersi?

Non tutti sanno che il neurochirurgo si occupa anche di trattare il mal di schiena cronico e l’ernia del disco. La neurochirurgia spinale studia, infatti, la colonna vertebrale e le sue patologie concentrandosi, in modo particolare, sulle malattie a carico del midollo spinale, sulle problematiche vascolari e sui tumori spinali. A tali competenze si è sommato, negli ultimi anni, anche il trattamento delle patologie degenerative spinali, tra cui, appunto, dolore vertebrale cronico, ernia del disco, spondilolistesi, stenosi del canale vertebrale.

Insomma, esistono oggi veri e propri centri d’eccellenza per la neurochirurgia spinale: l’equipe di Neurochirurgia 24 può contare sull’esperienza pluriennale dei suoi neurochirurghi a Roma – in particolar modo sulle competenze del Prof Antonino Raco, del prof. Massimo Miscusi e del dr. Luca Ricciardi per la parte chirurgica e del prof Simone Peschillo per la parte di terapia mininvasiva del dolore – e su strumentazione radiologica avanzata, con risonanza magnetica ad alto campo, tac a strato sottile e angiografo di ultima generazione con riduzione delle radiazioni.

Se soffro, quindi, di mal di schiena (qualsiasi sia la causa), posso sempre rivolgermi al neurochirurgo?

Assolutamente sì. Il neurochirurgo visita il paziente, richiede esami specialistici, effettua la diagnosi, prescrive la terapia e, se necessario, dà indicazione per l’intervento chirurgico.