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Home 9 Neurochirurgia Cranica 9 Ictus Cerebrale

Neurochirurgia Cranica

Ictus Cerebrale Ischemico

Che cos’è l’ictus cerebrale ischemico e come si manifesta? Cause, sintomi, fattori di rischio e terapie secondo gli specialisti di Neurochirurgia 24.

Il progetto Neurochirurgia 24 mette a Tua disposizione neurochirurghi di eccellenza, con una consolidata esperienza nel trattamento d’urgenza di ictus cerebrale ischemico: un team di specialisti che riceve e opera presso la Clinica Villa Margherita a Roma.

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Sale operatorie moderne e all'avanguardia

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Terapia intensiva polivalente attiva 24 ore su 24

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Assistenza postoperatoria dedicata e rapporto personale col neurochirurgo di fiducia

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Strumentazione radiologica avanzata con risonanza magnetica ad alto campo, tac a strato sottile e angiografo di ultima generazione con riduzione delle radiazioni

Sintomi, diagnosi e ipotesi terapeutiche

Che cos’è l’ictus cerebrale ischemico?

L’ictus cerebrale può essere ischemico o emorragico. L’ictus cerebrale ischemico, conosciuto anche come “stroke”, è una patologia vascolare cerebrale causata da una riduzione o da un blocco completo del flusso sanguigno cerebrale, che porta alla morte dei neuroni. Infatti, in caso di stroke, ogni minuto che passa si verifica la necrosi di 1.9 milioni di neuroni. Lo stroke è la prima causa di disabilità grave e una delle principali cause di morte al mondo.

Qual è la differenza tra ictus ischemico e ictus emorragico? Che cos’è un Tia?

Mentre l’ictus ischemico è determinato dell’occlusione di un vaso sanguigno che porta all’ischemia cerebrale (morte del tessuto nervoso), l’ictus emorragico è causato da uno stravaso di sangue con la sua conseguente emorragia. Tra le cause più frequenti di ictus emorragico ci sono: aneurismi cerebrali, fistole durali, malformazioni artero-venose e, nelle persone anziane, emorragie ipertensive (per approfondimenti, leggi anche “Aneurismi cerebrali e patologie vascolari“.

Un’altra differenza tra ictus ischemico e ictus emorragico risiede nel timing per il trattamento: in caso di ictus ischemico è necessario intervenire rapidamente (entro 6/12 ore dalla comparsa dei primi sintomi, a seconda dei casi), così da evitare che la cosiddetta “penombra ischemica” si trasformi in un’ischemia vera e propria. Anche l’ictus emorragico è un’emergenza medica che ha bisogno di una diagnosi veloce, così da pianificare il trattamento più adeguato, endovascolare o chirurgico, per evitare una nuova emorragia e ed escludere la malformazione vascolare dal circolo sanguigno.

Il T.I.A. (attacco ischemico transitorio) rientra nella categoria dell’ictus ischemico. Si parla di T.I.A. quando l’afflusso di sangue al cervello si interrompe per poco tempo: infatti il T.I.A. in genere regredisce velocemente e il deficit neurologico scompare entro 30 minuti, non lasciando alcun esito clinico.

Quali sono le cause dell’ictus ischemico?

Le cause di ictus ischemico sono diverse. La formazione di emboli può essere legata a patologie cardiache, come la fibrillazione atriale, o a patologie carotidee, come le placche carotidee e le dissezioni carotidee; ma, nella maggior parte dei casi, non è riconoscibile una causa specifica.

Quali sono i principali fattori di rischio?

I principali fattori di rischio dell’ictus cerebrale sono classificati in due grandi gruppi: 

  • fattori di rischio modificabili: come, ad esempio, lo stile di vita sedentario, l’ipertensione, il diabete mellito, il fumo di sigaretta e la fibrillazione atriale;
  • fattori di rischio immodificabili: quali, ad esempio, l’età (la maggiore incidenza di ictus è stata riscontrata tra i 45 e 85 anni) e la storia familiare, che ha un ruolo importante (c’è, infatti, un rischio di stroke 3-6 volte maggiore in soggetti che hanno uno o più familiari colpiti da ictus).

Quali sono i sintomi dell’ictus ischemico?

I sintomi frequenti dell’ictus ischemico sono: 

  • emiplegia (perdita completa della forza in un lato del corpo); 
  • afasia (disturbo del linguaggio in cui il paziente non comprende oppure ha difficoltà ad esprimere i concetti); 
  • nausea; 
  • vomito;
  • atassia (disturbo dell’equilibrio).

Sebbene in ambito medico la valutazione dei sintomi dello stroke sia complessa e soggetta ad una scala che ne determina la severità (NIHSS), nella vita comune è possibile riconoscere i principali sintomi ricordando l’acronimo FAST, che ci aiuta anche a ricordare cosa fare in caso di ictus:

  • Face, deficit del volto; 
  • Arm, plegia di un arto; 
  • Speech, disturbo del linguaggio; 
  • Time, chiamare urgentemente il 118.

Come avviene la diagnosi?

Per l’ictus ischemico o emorragico in fase acuta si provvede in emergenza/urgenza a:

  • valutazione diagnostica (attraverso indagini specifiche come TC e Angio TC o RMN encefalo, Angio RM e sequenze di diffusione);  in caso di emorragia, si parla di ictus emorragico, legato a malformazioni vascolari (per esempio aneurismi). Diversamente, qualora non si evidenzi una emorragia, si parla di ictus ischemico.
  • valutazione neurologica (scale neurologiche quali la NIHSS e la Scala di Rankin modificata);
  • valutazione clinica generale.

Ictus cerebrale: le terapie possibili

ictus cerebrale

Trattamenti per l’ictus

L’obbiettivo principale in un paziente con ictus ischemico è il suo trattamento nel minor tempo possibile, che avviene in genere con un farmaco trombolitico per via endovenosa e, nei casi di occlusione dei grossi vasi (ad esempio carotide, arteria cerebrale media), con un trattamento endovascolare. È necessario escludere un’emorragia cerebrale e capire da quanto tempo hanno esordito i sintomi. In caso di dubbio inizio, la Risonanza magnetica dell’encefalo con sequenze FLAIR e DWI può indicare il tempo di insorgenza dell’ictus ischemico.

Terapia farmacologica per l’ictus cerebrale

Per anni il trattamento dell’ictus cerebrale è stato solo farmacologico, basato sulla somministrazione endovenosa di un farmaco trombolitico (rtPA). Studi recenti hanno però dimostrato che questi farmaci sono poco efficaci in caso di occlusione dei grossi vasi cerebrali, proprio in quelle situazioni in cui si verificano i maggiori danni neurologici.

Tecniche endovascolari mininvasive

In questi ultimi anni, lo sviluppo di nuove tecniche endovascolari mininvasive e la produzione di strumentazione sempre più innovativa, ha permesso di trattare tutti i casi di occlusione dei grossi vasi cerebrali. Le moderne tecniche messe a punto, che si basano sull’angiografia cerebrale, permettono di raggiungere il trombo con piccoli cateteri arteriosi attraverso un accesso femorale; lo stesso viene quindi rimosso con piccoli stent o microcateteri (come avviene per l’infarto), garantendo in breve tempo la riapertura del vaso.

Stenosi e dissezioni intracraniche e della carotide

Nota a parte meritano le stenosi e le dissezioni intracraniche e della carotide: queste possono essere causa di uno stroke e pertanto devono essere valutate per tempo da un gruppo di neurochirurghi endovascolari, neurologi e neuroradiologi per decidere se e quando intervenire. Anche in questo caso, mediante un approccio endovascolare è possibile trattare queste patologie.

Perché scegliere Neurochirurgia 24?

Perché la nostra équipe di neurochirurghi a Roma è altamente specializzata nel trattamento di ictus cerebrali ischemici e emorragici, utilizzando tecniche di ultima generazione come il trattamento endovascolare mininvasivo.

Il gruppo di Neurochirurgia 24 riceve e opera presso la Clinica Villa Margherita a Roma, attrezzata con macchinari all’avanguardia tra cui angiografo, tac e risonanza magnetica.