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Home 9 Neurochirurgia Funzionale 9 Malattia di Parkinson
Neurochirurgia Funzionale

Malattia di Parkinson e Disturbi del Movimento

Quali sono i sintomi frequenti della malattia di Parkinson? Quali le cause e i trattamenti oggi possibili per i disturbi del movimento? Dalle terapie farmacologiche alle tecniche più innovative di neurostimolazione.

Richiedi un appuntamento agli specialisti di Neurochirurgia 24, un team di neurochirurghi di eccellenza a Roma: consulti e trattamenti di ultima generazione per la malattia di Parkinson presso la Clinica Villa Margherita.

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Sale operatorie moderne e all'avanguardia

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Terapia intensiva polivalente attiva 24 ore su 24

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Assistenza postoperatoria dedicata e rapporto personale col neurochirurgo di fiducia

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Strumentazione radiologica avanzata con risonanza magnetica ad alto campo, tac a strato sottile e angiografo di ultima generazione con riduzione delle radiazioni

Sintomi, diagnosi e ipotesi terapeutiche

Che cos’è il Parkinson?

La malattia di Parkinson è una malattia degenerativa, cronica e progressiva, che porta alla degenerazione di gruppi cellulari del cervello in grado di facilitare il movimento. Si stima che in Italia il Parkinson colpisca circa 230.000 persone; di queste, il 5% circa ha un’età inferiore ai 50 anni e il 70% superiore a 65 anni. Considerando quindi il tasso di invecchiamento della popolazione, si prevede che, nel 2030, i casi saranno raddoppiati.

Quali sono i sintomi della malattia di Parkinson?

I sintomi più frequenti della malattia sono:

  • riduzione della mobilità (acinesia);
  • rigidità muscolare;
  • tremore a riposo.

Quali sono le cause del Parkinson?

Sebbene l’eziologia della malattia non sia del tutto chiara, si concorda ormai nel definirla una malattia multifattoriale, determinata cioè da un’insieme di fattori tra cui:

  • ereditarietà;
  • lesioni cerebrali;
  • infezioni;
  • neurotossine endogene;
  • fattori ambientali (come esposizione a pesticidi, metalli, altri xenobiotici e prodotti chimici industriali, stile di vita, occupazione).

Cosa sono i disturbi del movimento?

Vivere con un disturbo del movimento può avere un grande impatto sulla indipendenza e sulla qualità della vita. Ogni movimento che fa il corpo è controllato dalle interazioni tra il cervello, il midollo spinale e i muscoli. I disturbi del movimento sono causati da una funzione cerebrale anormale e possono provocare movimenti involontari di gravità variabile da lieve a invalidante e possono rendere difficili le attività quotidiane.

Sintomi e cause dei disturbi del movimento

I disturbi del movimento possono manifestarsi in numerosi modi, con sintomi che vanno da lievi a invalidanti. Molti disturbi del movimento non hanno una causa identificata, alcuni sono ereditari, mentre altri possono essere causati da ictus, infezioni, cause infiammatorie o metaboliche, malattie autoimmuni o farmaci.

Quali disturbi del movimento tratta Neurochirurgia 24?

I disturbi del movimento che il team di Neurochirurgia 24 tratta includono:

  • Distonia
  • Morbo di Parkinson
  • Sindrome delle gambe senza riposo
  • Tic e sindrome di Tourette
  • Tremore

Il nostro team di neurochirurghi, neurologi, psichiatri, infermieri lavora insieme per aiutarti ad esplorare le diverse opzioni di trattamento. Un’équipe specializzata nella diagnosi e nel trattamento di disturbi neurologici complessi, in grado di offrire una gestione medica completa e trattamenti chirurgici innovativi per trattare queste patologie e migliorare la qualità di vita.

Trattamenti farmacologici e neurostimolazione

malattia di parkinson

Parkinson: possibili percorsi terapeutici

Nello stadio inziale della malattia, il primo trattamento che si effettua è di tipo farmacologico con levodopa (L-dopa), il farmaco più efficace oggi disponibile. Nella fasi successive, il neurochirurgo valuta la soluzione migliore per il paziente.

Come si tratta il Parkinson allo stadio intermedio e avanzato?

Allo stadio intermedio/avanzato della malattia si possono manifestare delle fluttuazioni motorie (fenomeni on/off, discinesie, distonia) altamente invalidanti; la capacità di immagazzinare dopamina è talmente ridotta da provocare una restrizione della finestra terapeutica della per il trattamento della malattia. In queste fasi, quando la terapia farmacologica diventa inefficace, trova indicazione la terapia chirurgica di neuromodulazione come la stimolazione del cervello profondo, o stimolazione della corteccia motoria o, in casi selezionati, la lesione selettiva di alcune regioni profonde del cervello.

Che cos’è la stimolazione cerebrale profonda?

La DBS (Deep Brain Stimulation) rappresenta il “gold standard” della terapia della malattia di Parkinson; ma questo intervento può essere raccomandato anche per i pazienti con tremore essenziale, distonia, epilessia e disturbo ossessivo-compulsivo. Le aree da stimolare si trovano nella profondità del cervello e vengono raggiunte mediante una particolare tecnica detta stereotassica, che permette di raggiungere con precisione millimetrica la zona da stimolare.

Come avviene la stimolazione cerebrale profonda?

Negli ultimi anni è stato sviluppato un innovativo sistema per l’impianto di elettrodi per stimolazione del cervello profondo, senza l’applicazione del classico casco alla testa del paziente (sistema ‘frameless’). Con l‘utilizzo della neuronavigazione – un sofisticato sistema computerizzato in cui mappe cerebrali, immagini radiologiche del singolo paziente e dati morfologici reali dello stesso – il chirurgo raggiunge la “meta”, cioè l’ area del cervello da stimolare. La DBS viene attuata posizionando un elettrodo bilateralmente nei nuclei cerebrali profondi (subtalamo, globo pallido, nucleo del peduncolo pontino) e posizionando un elettrostimolatore in una tasca sotto la clavicola. L’invio di stimolazione elettrica a queste aree del cervello blocca i segnali che provocano i sintomi motori disabilitanti della malattia.

Che cos’è la stimolazione della corteccia motoria?

La stimolazione della corteccia motoria rappresenta una tecnica alternativa che viene utilizzata quando la stimolazione del cervello profondo è controindicata (età avanzata del paziente, alterazioni morfologiche dell’encefalo).