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Trattamento endovascolare di aneurismi cerebrali, ictus, Mav e fistole durali: che cos’è e quali sono i vantaggi?

da | Ott 6, 2021 | News | 0 commenti

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Che cos’è il trattamento endovascolare dell’aneurisma cerebrale? Quali altre patologie cerebrovascolari è possibile trattare affidandosi agli specialisti di Neurochirurgia 24, un team di neurochirurghi a Roma? Ne parliamo con il Prof. Simone Peschillo, specialista con esperienza ultra decennale in questo tipo di trattamenti e referente per la neurochirurgia endovascolare nella equipe di Neurochirurgia 24.

Mini-accessi chirurgici, tempi di recupero rapidi, minori perdite ematiche: il trattamento endovascolare è una tecnica chirurgica mininvasiva che consente di intervenire su alcune patologie cerebrovascolari senza ricorrere ad una craniotomia, cioè senza aprire la scatola cranica.

Aneurismi cerebrali, malformazioni artero-venose, fistole durali e altre alterazioni patologiche a carico dei vasi sanguigni del cervello sono malattie che tendono a presentarsi con frequenza più elevata oggi rispetto al passato, ma che grazie a tecniche chirurgiche mininvasive sempre più all’avanguardia, possono essere affrontate con successo riducendo notevolmente il tasso di complicanze.

Che cos’è la neurochirurgia endovascolare?

“La neurochirurgia endovascolare si occupa del trattamento delle patologie vascolari mediante l’uso di tecniche mininvasive rispetto alla chirurgia tradizionale: si utilizzano dei piccoli tubicini, di dimensioni inferiori ad 1 mm, detti microcateteri, per navigare dall’interno i vasi del cervello e utilizzarli come vie naturali per arrivare alla malformazione vascolare.

Seppure oggi questo tipo di intervento sia abbastanza diffuso (circa il 90% degli aneurismi cerebrali viene trattato per via endovascolare), è importante affidarsi a neurochirurghi di grande esperienza, che sappiano quando intervenire e che possano utilizzare strumentazione di ultima generazione e sale operatorie moderne”.

Quali patologie è possibile trattare con la neurochirurgia endovascolare?

“Sostanzialmente è possibile trattare tutte le patologie emorragiche e ischemiche a carico del sistema vascolare. Tra queste:

  • aneurismi cerebrali;
  • Mav (malformazioni artero-venose);
  • Fistole artero-venose durali;
  • ictus ischemici (occlusione dei grossi vasi cerebralei e dissezioni).

Tutti coloro che sono affetti da queste patologie possono potenzialmente essere trattati per via endovascolare ma sta al neurochirurgo valutare il tipo e le caratteristiche anatomiche della malformazione, l’età del paziente, gli eventuali fattori di rischio e il suo stato di salute generale, stabilendo caso per caso quale tipo di trattamento, chirurgico o endovascolare, sia adatto.

Ct perfusionale cerebrale

Ct perfusionale cerebrale

Come avviene un trattamento endovascolare?

“Come detto, il trattamento endovascolare è una tecnica mininvasiva che consiste nell’introduzione, mediante una piccola puntura a livello dell’arteria femorale, di piccoli tubicini che, sotto il controllo radiologico dell’angiografo, vengono condotti nelle arterie cerebrali, in prossimità della malformazione vascolare. A seconda dei casi, si esegue o in anestesia locale o in generale, ma senza necessità di aprire la scatola cranica.

In caso di aneurisma cerebrale, il trattamento endovascolare (noto anche come embolizzazione dell’aneurisma) si basa sull’utilizzo di spirali metalliche o stent che bloccano o riducono notevolmente il flusso all’interno dell’aneurisma, determinandone la chiusura.

Qualora si debba intervenire su una malformazione artero-venosa, attraverso un microcatetere si inietta all’interno della malformazione un tipo speciale di “colla” o liquido embolizzante che ha la funzione di riempire e chiudere il nidus della MAV.

Dispiegamento dello stent a diversione di flusso a livello del colletto dell’aneurisma

Dispiegamento dello stent a diversione di flusso a livello del colletto dell’aneurisma

Quali sono i vantaggi della neurochirurgia endovascolare?

  • Ridotta invasività dell’intervento;
  • nessun taglio chirurgico tradizionale ma solo una piccola puntura dell’arteria femorale;
  • nessuna antiestetica cicatrice;
  • recupero postoperatorio più rapido;
  • minore durata dell’intervento chirurgico;
  • ridotte perdite ematiche (aspetto che ha ricadute importanti soprattutto per i pazienti con difficoltà di coagulazione, in terapia con anticoagulanti o antiaggreganti o per motivi religiosi)”.

Quali sono i rischi di questa tecnica?

“Come per ogni operazione chirurgica, anche nella neurochirurgia endovascolare esistono rischi associati alla procedura, sovrapponibili al classico intervento chirurgico con craniotomia. Nel decidere se effettuare il trattamento della malformazione bisogna sempre considerare il rapporto tra l’incidenza di eventi avversi e l’alto tasso di mortalità e mobidità dei pazienti con emorragia cerebrale conseguente a rottura dell’aneurisma o delle altre malformazioni vascolari che non vengono trattate.
Per questo è fondamentale un sereno rapporto medico-paziente, che deve essere sempre ben informato sui rischi e benefici del trattamento proposto”.

Neurochirurgia 24: neurochirurghi d’eccellenza a Roma per il trattamento delle patologie cerebrovascolari; perché questa affermazione?

“Il gruppo Neurochirurgia 24 garantisce una pronta reperibilità per emergenze e ricoveri h24, 365 giorni l’anno presso la Clinica Villa Margherita a Roma, per la valutazione, l’inquadramento e il trattamento delle patologie neurochirurgiche elettive e urgenti, tra le quali gli aneurismi intra-cranici e le eventuali emorragie determinate dalla loro rottura, Mav, fistole durali e ictus ischemici.”

La presenza costante di specialisti neurochirurghi di grande esperienza permette di ottenere la diagnosi e effettuare qualunque tipo di trattamento, sia chirurgico che endovascolare, in pochissimo tempo. L’équipe vascolare, guidata dal Prof. Antonino Raco, e quella endovascolare guidata dal Prof. Simone Peschillo – che sono tra i neurochirurghi d’eccellenza nel trattamento delle patologie cerebrovascolari – può inoltre contare su una strumentazione tra le più all’avanguardia della Capitale, tra cui:

  • l’angiografo con tutti gli applicativi di ultima generazione per le procedure neuro-endovascolari e con riduzione fino al 60% della dose di raggi X emessa;
  • una Risonanza Magnetica ad alto campo;
  • una TC multi-strato;
  • una terapia intensiva con anestesisti dedicati;
  • un gruppo multidisciplinare h24 sempre pronto ad affrontare qualsiasi esigenza clinica.

 

Caso 1. Paziente di 60 anni con un aneurisma dissecante della carotide intracavernosa (in alto in rosso), trattato con un doppio stent a diversione di flusso (flow-diverter). In basso (A,B,C) si osserva la ricostruzione completa del vaso e la conseguente scomparsa dell’aneurisma.

Caso 1. Paziente di 60 anni con un aneurisma dissecante della carotide intracavernosa (in alto in rosso), trattato con un doppio stent a diversione di flusso (flow-diverter). In basso (A,B,C) si osserva la ricostruzione completa del vaso e la conseguente scomparsa dell’aneurisma.

 

Caso 2. Paziente di 45 anni, con un aneurisma della carotide nel suo tratto intracavernoso (trattini rossi in alto), trattato con uno stent a diversione di flusso (flow-diverter). In basso, si osserva la ricostruzione completa del vaso (trattini rossi) e la conseguente scomparsa dell’aneurisma.

Caso 2. Paziente di 45 anni, con un aneurisma della carotide nel suo tratto intracavernoso (trattini rossi in alto), trattato con uno stent a diversione di flusso (flow-diverter). In basso, si osserva la ricostruzione completa del vaso (trattini rossi) e la conseguente scomparsa dell’aneurisma.

 

Caso 2. In questa immagine si osserva il profilo dello stent appena rilasciato a livello dell’aneurisma.

Caso 2. In questa immagine si osserva il profilo dello stent appena rilasciato a livello dell’aneurisma.

 

Questo DISEGNO rappresenta i vari tipi di trattamento, chirurgico o endovascolare, che si possono effettuare per trattare un aneurisma cerebrale. A sinistra, le clip per il trattamento chirurgico, a destra stent, spirali e dispositivi intrasacculari per il trattamento endovascolare. Tratto dall’articolo "Microsurgical Clipping Compared with New and Most Advanced Endovascular Techniques in the Treatment of Unruptured Middle Cerebral Artery Aneurysms: A Meta-Analysis in the Modern Era. Toccaceli G, Diana F, Cagnazzo F, Cannizzaro D, Lanzino G, Barbagallo GMV, Certo F, Bortolotti C, Signorelli F, Peschillo S. World Neurosurg. 2020 May;137:451-464.e1. doi: 10.1016/j.wneu.2019.12.118”

Questo DISEGNO rappresenta i vari tipi di trattamento, chirurgico o endovascolare, che si possono effettuare per trattare un aneurisma cerebrale. A sinistra, le clip per il trattamento chirurgico, a destra stent, spirali e dispositivi intrasacculari per il trattamento endovascolare. Tratto dall’articolo “Microsurgical Clipping Compared with New and Most Advanced Endovascular Techniques in the Treatment of Unruptured Middle Cerebral Artery Aneurysms: A Meta-Analysis in the Modern Era. Toccaceli G, Diana F, Cagnazzo F, Cannizzaro D, Lanzino G, Barbagallo GMV, Certo F, Bortolotti C, Signorelli F, Peschillo S. World Neurosurg. 2020 May;137:451-464.e1. doi: 10.1016/j.wneu.2019.12.118”